Anno 2003 – Interrail Germania

Ormai da quell’estate sono passati due tre anni. Ma comunque ricordo come fosse stato ieri.
Un viaggio un po’ speciale se possiamo dire. Il tutto di una durata di tre settimane.
Preparazione per il viaggio: mettere il meno possibile nello zainetto.
Detto – fatto :D e ancora ora so che ci ho messo troppa roba, ma troppa troppa troppa XD
Sarebbero bastati calzini, mutande, asciugamano e sacco a pelo. Si, proprio il sacco a pelo, articolo indispensabile per un viaggio del genere. Perché? Perché ho passato un bel po’ di notti a dormire o in qualche stazione o su qualche panchina nei pressi di un boschetto. Bello svegliarsi la mattina con gli uccellini che fischiettano intorno. Ma la cosa migliore sono state alcune stazioni, tipo Stoccarda o Düsseldorf, avevano dei bagni da favola. Piú puliti di certi alberghi trovati in giro per la nostra Italia. E la polizia che girava li per le stazioni dopo aver controllato il biglietto e accertato che non partisse alcun treno per dove volevo andare mi lasció tranquillamente ronfare consigliandomi di tenere comunque un occhio aperto anche se loro girano per tutta la notte.
Praticamente mi sono ritrovato per tre settimane a fare il vagabondo di lusso o quasi. Sta di fatto che sono stato sorpreso molto positivamente dalla gente del posto. É che ero abituato ai turisti che invadono le nostre zone, il piú delle volte gente molto arrogante e altezzosa.
Sulla gente vorrei raccontarvi una storiella accadutami a Colonia.
Ero li giusto una giornata per farmi un giretto e a fine giornata mi decisi di prendere un letto in un piccolo ostello. Molto piccolo: due stanze, una rossa e una verde con poster di concerti punk attaccati alle pareti.
Mi danno un posto in una camera con 5 letti. Il mio in mezzo visto che gli altri erano occupati. Posto per piazzare lo zaino: sotto al letto.
Esco per andare a cenare qualcosina con poca voglia di sbattermi per trovare qualcosa decido di andare al mac. Pappato giro un pochino. Prima serata con il solo che lentamente si decise a calare.
Giro per digerire i sette cheeseburgher.
Dopo un po’ penso che il momento della mia birretta digestiva sia arrivato ed entro in un baretto.
Quattro cinque persone dentro, si vedeva che erano operai che da poco avevano finito il turno.
Poco male. Mi piazzo al bancone:
- Guten Abend! bitte..(Buona sera! prego..)
- Hallol! Ein Bierchen, danke.. (Salve! una birretta, grazie..)
- Kölsch? (la birra classica di Colonia)
- Aber klar doch! :) (eccerto!!)
E mi appresto a bere questo nettare divino. Dopodiché uno dei tizi piazzati li al banco ordina un altro giro per la sua combricola. Mi guarda e fa alla barsita:
- e un’altra anche allo svizzero qui..
mi giro per vedere se magari potesse intendere qualcun’altro ma poi mi fa:
- chi stai cercando? sei svizzero giusto? sisi..
- no! XD italiano ma di madrelingua tedesca :)
- ah ecco.. un sudtirolese!
e da li si inizia a parlare un pochino, un pochino molto e un pochino di tutto di piú.
Era idraulico il tizio, e stava cercando di convincere il suo boss a usare Linux come sistema embedded per i suoi nuovi macchinari. Eh si, mi sono messo a parlare di Linux con un idraulico al bancone di un bar. :D
Verso le tre di notte eravamo un pochino morti tutti con le ultime forze decisi che almeno un giro dovevo pagarlo. Si, avete capito bene, 6 orettea bere Kölsch in quel baretto e non mi facevano pagare! :D
Fine serata/nottata mi dirigo barcollando verso l’ostello. Entro in camera e, sorpresa, nei letti della mia cameretta ci sono quattro splendidi sederini scoperti che mi sorridono.
Una notte in paradiso, e in 5 minuti mi ritrovai a dormire come un bimbo :D

Quando davvero ti viene da ridere

Sono al lavoro cuffie in testa e e “Teen age riot” che mi fulmina il cervello passando da un orecchio all’altro e viceversa. Facendomi viaggiare nei miei pensieri, nei miei ricordi, Nei mie colassi alcolici, all’odore dell’erba e della birra durante il concerto dei Sonic Youth a Bolzano.
Sonico.. ultrasonico..
Comunque non é dei Sonic Youth che volevo parlare mi mancava solo l’introduzione a quello che volevo scrivere e sono partito in viaggio con la mia mente. Cose che possono capitare.
E alla fin dei conti ci stanno proprio bene i Sonic, la loro musica, il loro rumore, il loro ultimo concerto.
É proprio li che per l’ultima volta ho visto Patrick, uno Skinhead. Un signor skinhead.
Ed é proprio di skin e nazi che volevo parlare visto che mi é capitato di chiaccherare per qualche giorno con una tipa. E durante la chiaccherata si andava anche tanto daccordo, si scherzava e si rideva. Fino a quando le ho detto di ascoltarsi i miei vecchi pezzi dove tra l’altro si trova anche un pezzo chiamato Skinhead(we don’t want nazi’s anymore). Letto questo la tipa é sparita. Mi sono messo a ridere per come ridicolmente ha dimostrato la sua totale bassezza parassitaria.
Ecco, potrei chiuderci un’occhio se la tipa avesse avuto dai 14 ai 18 anni, ma ne aveva 27!
In teoria a quell’etá si dovrebbe essere adulti e vaccinati ed avere un minimo di sale in zucca per riuscire a confrontarsi e scambiare idee.
Cazzo! Con Patrick avevamo idee totalmente diversi ma ogni volta che ci si beccava si rideva si scherzava e ci si scambiava le proprie oppinioni.
Eri si un Naziskin lui ma diceva anche:”non me ne frega un cazzo degli extracommunitari basta che lavorino e si diano da fare come facciamo io e te. chiunque non si da da fare e vive alle spalle degli altri é un parassita e non ha razza!”
Che dire? Inchiniamoci di fronte a questo signore. Qualsiasi idea politica abbia.
Alla fine dei conti anche a lui piaceva la nostra canzone e insieme ai suoi amici(skin) pogava quando la suonavamo, parlo di skinhead, che come testo sarebbe pure “contro” di lui.
Scusate se vi ho rotto le scatole prolungandomi nel mio discorso. Alla fin dei conti volevi dire solo che ci sono Skinheads e skin-parassiti. Ed é un vero piacere aver conosciuto degli Skinheads nella mia vita anche se non condivido la loro idea politica.
Ma col rispetto reciproco la convivenza é possibile anzi, piú che possibile.

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